CASERTA – La prefettura di Napoli ha emesso un provvedimento di interdittiva antimafia nei confronti della società Ecoce, che si occupa di servizi per l’igiene ambientale, raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti operante in alcuni Comuni della provincia di Caserta, tra i quali Parete, Portico di Caserta e Lusciano.
Il provvedimento è stato firmato dalla dirigente della Prefettura di Napoli, retta dal Prefetto Marco Valentini, Maria Lucia Trezza, In considerazione del fatto che la società Ecoce s.r.l. ha sede a Giugliano in Campania.
La comunicazione, emessa circa 24 ore fa ero in data 9 gennaio, è dovuta al fatto che, secondo quanto scrive la prefettura partenopea, “sussistono

tentativi di infiltrazione mafiosa da parte la criminalità organizzata“, tendenti a condizionare le scelte degli indirizzi dell’impresa.
Le altre due società colpite dalla cancellazione dalla lista di imprese che possono fornire servizi di pubblica amministrazione sono la Insieme Srl di Villaricca e la AD Srl di Sant’Antimo.
Si tratta di un provvedimento amministrativo, non penale, essendo emesso in maniera preventiva dalla Prefettura, sulla scorta di informazioni ricevute dalle forze dell’ordine. Recentemente, abbiamo seguito la vicenda che ha colpito a

latere la società di Giugliano, vittima di richieste estorsive dal clan dei Casalesi.
Nessuno dei titolari della Ecoce risulta indagato e la decisione della prefettura napoletana non è necessariamente legata ad un rapporto privilegiato dei proprietari dell’impresa con la criminalità, bensì per il tentativo di infiltrazione camorristica all’interno di un’impresa, operante con la pubblica amministrazione e quindi una condizione di “soggezione” degli imprenditori.
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